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Dopo la guerra fredda

Data evento: 25 novembre 2009

 Il 25 novembre, ore 10, presso l'aula Imbucci dell'Università di Salerno, si terrà il seminario dal titolo "Dopo la Guerra Fredda. Democrazia, autoritarismo e neopopulismo nella transizione dell'America Latina 1989-2009".

Presiede prof. Luigi Rossi, preside della facoltà di Scienze politiche, intervengono Victor Martin (Università dello Zulia, Maracaibo, Venezuela), Omero Ciai (La Repubblica), Maurizio Stefanini (Limes, Il Foglio), prof. Antonio Scocozza (direttore del dipartimento di Teoria e storia delle istituzioni, Università di Salerno), prof. Carmine Pinto (Università di Salerno). L'incontro è settimo appuntamento del Laboratorio universitario di incontri in occasione dell'anniversario della caduta del Muro di Berlino.  Il seminario verterà soprattutto sui casi di Venezuela (dove c'è una grande comunità di emigranti italiani) e Colombia.

 Proprio  in Venezuela c'è stata la prima rivoluzione socialista dopo la caduta del Muro di Berlino. E' capitanata da Hugo Chávez, leader che ha raccolto l'esempio della rivoluzione cubana, cercando di adattarla al proprio paese. Da semplice militare, è arrivato al potere nel 1999 come antipolitico, sfruttando il risentimento popolare verso la corruzione dei partiti. Amato e odiato, si è imposto all'attenzione pubblica per i suoi modi originali: canta in tv, conduce una trasmissione televisiva la domenica. E' diventato il vero protagonista a del festival del cinema di Venezia grazie ad un documentario (Al sud della frontiera)  di Oliver Stone. Ma il Venezuela è anche il paese dove molti emigrati, spesso di origine campana, vivono timorosi per i sequestri e le espropriazioni.

In Colombia invece Alvaro Uribe (nemico di Chávez), presidente conservatore, sta rafforzando le istituzioni democratiche, ha ingaggiato una lotta all'ultimo sangue contro la guerriglia marxista che gli ha ucciso il padre (le temute Farc, ultimo residuo della guerra fredda). Ha ottenuto manu militari la libertà di Ingrid Betancourt, detenuta eccellente; è riuscito a riscattare molte città tra cui Bogotà e Cartagena, rendendole sicure e favorendo il turismo. E' però anche accusato di essere troppo tollerante verso la violenza contro leader indigeni, giornalisti e movimenti sindacali. Il suo governo ha subito numerosi rimpasti, a causa degli stretti rapporti di alcuni suoi ministri con il narcotraffico e i paramilitari.

 

 

Data pubblicazione news: 23 novembre 2009

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